Vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di aver bisogno di una foto profilo professionale da utilizzare per il curriculum o per Linkedin. Vi sarà anche capitato di trovare un’immagine in cui siete venuti bene, ma che per varie ragioni non fosse utilizzabile (ok lo so che l’avete usata lo stesso!). La foto è troppo scura, avete qualcuno di fianco che vi abbraccia, siete in vacanza al mare, non c’è una bella luce o banalmente l’immagine è troppo sgranata. In questi casi, a meno di interventi di editing un po’ spinti, e non sempre vittoriosi, c’è poco da salvare. Mi sono domandato se oggi, con l’intelligenza artificiale, possiamo ottenere quello che prima doveva essere necessariamente fatto da un fotografo o da una persona competente in materia. Ho quindi chiesto a Qwen, una famiglia di modelli di intelligenza artificiale avanzata sviluppata da Alibaba, di crearmi una foto profilo professionale partendo da un semplice selfie. Com’è andata?
Step 1: il selfie. Mi sono scattato un selfie posizionandomi davanti a una finestra, in modo che un po’ di luce naturale mi illuminasse il volto, con alle spalle uno sfondo neutro (un armadio). Tutto molto spontaneo e senza particolari impostazioni.
Step 2: il prompt. Ho caricato l’immagine su Qwen (https://chat.qwen.ai/) e inserito il seguente prompt: “Dall’immagine fornita, genera una foto profilo professionale da utilizzare in un curriculum vitae. Il soggetto deve essere ruotato leggermente, deve essere sorridente, la luce da studio fotografico deve arrivare lateralmente. Il soggetto deve avere solo una camicia e le braccia incrociate.”
Risultato: l’IA mi ha restituito un’immagine realistica, rispettando tutte le richieste fatte nel prompt. L’aspetto più importante è che il soggetto ha una posa più naturale rispetto al selfie, è rivolto verso la fotocamera e non si ha quell’effetto troppo ingessato da fototessera. Ma la cosa sorprendente è che il sorriso accennato non ha alterato i miei connotati: sono proprio io! Le braccia e la mano invece non mi appartengono affatto, appaiono un po’ troppo “levigate” ma risultano sostanzialmente credibili.
Step 3: il secondo prompt. Come ultimo passaggio chiedo di togliere lo sfondo, che prima avevo dimenticato, e di rendere il tutto più luminoso, come in una foto da studio. Inserisco quindi il seguente prompt: “Lo sfondo deve essere chiaro e neutro, l’immagine più luminosa”.
Risultato: in pochi minuti ho ottenuto una foto profilo che mi rispecchia, pronta all’utilizzo per un cv o per Linkedin.
In conclusione, la foto è perfetta? Non al 100%. Soprattutto nei dettagli fini e nelle trame, l’immagine mostra una certa perdita di definizione dovuta alla generazione AI. Sostituisce un ritrattista professionista? Per un portfolio d’autore no, ma per un curriculum moderno la velocità e la coerenza del risultato sono imbattibili. Questo test mi ha confermato una cosa: siamo solo all’inizio, e saranno sempre più numerose le fotografie, non solo quelle profilo, a popolare il nostro browser.



